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Schede Paese
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Di seguito sono riportate alcune delle principali informazioni riguardanti i paesi balcanici dove intendete operare, rimandando l'analisi approfondita alle schede paese predisposte dall'Informest, dall'ICE e dall'Economist, nonchè all'esame della documentazione messa a disposizione da parte delle organizzazioni italiane ed internazionali.
In generale si può segnalare che, superata nei Paesi adriatico-balcanici la prima fase dell'emergenza che richiedeva interventi immediati e di carattere umanitario, maggiore enfasi ora si intende attribuire ai progetti volti alla riabilitazione delle infrastrutture di base (come viabilità, energia, sistema idrico e fognario, sanità, telecomunicazioni), dell'edilizia pubblica e privata e delle iniziative a sostegno dell'imprenditoria privata ed in particolare delle PMI, onde assicurare ai sistemi economici locali una base più vitale, modellata sul sistema di flessibilità economica e sui distretti industriali del sistema produttivo italiano.
(Fonte: 'Iniziative imprenditoriali italiane in area adriatico-balcanica, Guida pratica agli strumenti tecnici e finanziari', di G.Razza e R.Brancati; ANSA.)
Indirizzi utili per tenersi informati sull'area Balcani:
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CROAZIA (HRVATSKA)
Aspetti Generali del Paese
Popolazione (2007): 4.493.312 abitanti.
Capitale: Zagabria, 879.145 abitanti (2005)
Tasso d'inflazione: 2,6% (2001), 2,3% (2002) - Disoccupazione: 21,3% (febb.2003).
Volume Import: 10,7 md $ - Volume Export: 4.9 md $ (2002) Principali paesi fornitori: Italia (17,3%), Germania (15,7%). Principali paesi clienti: Italia (22,5%), Germania (12,4%).(Dati del 1° trimestre 2003).
Dopo la recessione del 1999 è in corso una forte ripresa dovuta alla vigorosa domanda nelle esportazioni ed all'accelerazione della ristrutturazione e dell'ammordenamento del settore industriale. L'assenza d'incentivi per gli investimenti e le persistenti resistenze nei confronti dei tentativi di miglioramento dell'ambiente giuridico stanno ostacolando l'afflusso di consistenti investimenti esteri diretti.
L'Economia
L'economia croata ha continuato a crescere vigorosamente nel corso del primo trimestre del 2001, il PIL è aumentato del 4,2%. Dopo il continuo calo accusato per quasi due anni di seguito, gli investimenti nei capitali fissi lordi sono aumentati dell'11,6%. I due rischi per la crescita macroeconomica sono un'eventuale contrazione della domanda di prodotti croati da parte dell'Unione Europea o della Slovenia ed un eventuale calo delle presenze turistiche.
L'ambiente per gli imprenditori
Investimenti esteri - In base alla legge del 1995 l'investitore straniero è parificato in tutto e per tutto all'operatore locale.
Sono previste esenzioni fiscali per l'importazione di attrezzature e macchinari destinati ad una società croata, a condizione che l'investimento straniero nella società sia di durata superiore ai 5 anni e non inferiore al 20% del totale del capitale investito. Sono previste anche agevolazioni doganali per le imprese 'export oriented' che utilizzino materiali importati per la produzione di beni destinati ai mercati esteri. Dal 1996 è attiva la nuova legge sulle Zone franche in base alla quale sono ammesse ad operare nelle zone le aziende produttrici di beni e servizi, a patto che non appartengano alle seguenti categorie: commercio al dettaglio, commercio con l'estero, servizi finanziari e bancari. Le zone attualmente attive in Croazia sono: Neretva e Luka Ploce, Teina, Kvarner, Spalato, Varazdin, Zagabria, Zara.
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BOSNA I HERCEGOVINA
Aspetti Generali del Paese
Popolazione (2007): 4.552.198 abitanti.
Capitale: Sarajevo, 429.672 abitanti (2006)
Tasso d'inflazione: 0,2% nella Federazione; 2% nella Rep.Srpska (2002) - Disoccupazione: 39% nella Federazione; 43% nella Rep.Srpska
Volume Import: 7,89 md KM - Volume Export: 2.1 md KM (2002) (KM = marco convertibile al cambio fisso per US $)
Indipendente dal 1992, in seguito agli accordi di Dayton del 1995 si è costituito un governo democratico impegnato nella transizione e nella riforma dell'economia e della politica fiscale. Nel paese rimane ancora una forza di stabilizzazione guidata dalla NATO. Nel Paese esiste una legislazione favorevole agli investimenti esteri; d'altra parte esiste un'oggettiva difficoltà a reperire fonti statistiche aggiornate e attendibili sui mercati e le opportunità.
L'Economia
L'accentuato controllo politico su numerosi fattori dell'economia nazionale e la mancanza di trasparenza nella gestione dei conti pubblici ostacolano la creazione di un consistente settore privato. Il tasso di crescita stimato per il 2000 è stato dell'8%. Più dovuto ai forti investimenti della cooperazione internazionale per la ricostruzione che alla struttura produttiva del paese. La disoccupazione sfiora il 40%. L'industria rappresenta il 23% del PIL. La bilancia commerciale è fortemente deficitaria.
Principali partner commerciali sono: Croazia, Germania, Slovenia, Serbia/MOntenegro, Italia, Austria (2002).
L'ambiente per gli imprenditori
Gli investimenti esteri sono regolati dalla Legge n°20/1995, in base alla quale gli investitori stranieri possono investire nel Paese in entità giuridiche già esistenti, o mediante la creazione di società miste e/o interamente di proprietà dell'investitore straniero. All'investitore straniero viene riconosciuto il diritto di gestire autonomamente la propria attività, di reinvestire gli utili realizzati e di trasferire all'estero i profitti derivati dall'attività svolta.
Le esenzioni fiscali e doganali previste sono (1) sui beni importati quali deposito sull'investimento, (2) sulle importazioni delle materie prime, materiali e componenti necessari alla produzione per il primo anno di attività, (3) sulle importazioni delle materie prime, materiali e componenti necessari alla produzione di beni destinati all'esportazione, (4) sul reddito della società per il primo anno di attività.
La legge sulle Zone franche è stata approvata nel 1995. Attualmente le Zone franche esistenti sono localizzate a Sarajevo e Visoko, mentre sono in fase di creazione le zone di Mostar e Travnik.
E' stato costituito, presso l'Ambasciata d'Italia a Sarajevo, un Comitato Misto Italo-Bosniaco degli Imprenditori, volto a facilitare l'attività imprenditoriale italiana nel paese.
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SRBIJA
Aspetti Generali del Paese
Popolazione (2007): 10.150.265 abitanti.
Capitale: Belgrado, 1.576.125 abitanti (2007)
Tasso d'inflazione: 15,5% (2002) - Disoccupazione: 35-50% (in calo).
Volume Import: 4.5 md $ - Volume Export: 2 md $ (2001)
Resta alta la tensione per la questione Kosovo. La partecipazione serba alle recenti elezioni in Kosovo ha contribuito ad allentare le tensioni. Il governo di coalizione probabilmente necessiterà di riformarsi ulteriormente.
Questa tensione politica e l'incertezza che ne deriva, sono l'elemento considerato di maggior rischio.
L'Economia
I massicci aiuti della cooperazione multilaterale e bilaterale italiana possono rappresentare una base importante per lo sviluppo del paese.
L'aumento del PIL atteso per il 2000 è del 4% e dovrebbe ulteriormente migliorare nel 2002 (fino a 6%). Le importazioni cresceranno meno delle esportazioni ma la bilancia dei pagamenti resterà fortemente negativa (-2,230 milioni di US$) influenzando negativamente il deficit delle partite correnti che arriverà a fine 2001 al 9,9% del PIL e a fine 2002 al 10,9% del PIL. Il principale rischio collegato con la tensione politica che sta vivendo il Paese è che gli investitori stranieri cerchino altri ambienti più sicuri. Un secondo rischio possibile è il crollo delle esportazioni verso l'Europa.
L'ambiente per gli imprenditori
Investimenti esteri - La nuova normativa sugli investimenti esteri prevede particolari incentivi, prevalentemente di natura fiscale: come l'esenzione dai diritti doganali sull'importazione di attrezzature, beni capitali e materiali, la possibilità di rimpatriare capitali investiti e profitti derivanti dall'investimento, la riduzione dell'imposta sugli utili e l'esenzione dal pagamento di ogni forma di tassa ed imposta nelle Zone franche.
La legge n°26/96 disciplina lo status giuridico, le forme societarie, gli organi e gli aspetti principali legati al funzionamento delle società.
La disciplina doganale adottata nel 1997 ha ulteriormente provveduto a liberalizzare il commercio estero, riducendo in maniera sensibile i dazi doganali e le altre limitazioni di tipo non tariffario previste per le importazioni.
Per quanto riguarda l'aiuto italiano, le iniziative hanno preso vigore dopo l'elezione il 5 ottobre 2000 del Presidente Federale Koštunica, leader dell'opposizione democratica. Superata la prima fase d'emergenza le priorità attuali d'intervento riguardano i seguenti settori: sociale (profughi), sanitario, energetico, ambientale, agricolo e delle PMI.
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CRNA GORA (MONTENEGRO)
Aspetti Generali del Paese
Popolazione (2007): 684.736 abitanti.
Capitale: Podgorica
A seguito di un referendum il Montenegro è diventato indipendente dalla Serbia a giugno del 2006. Negli ultimi anni l'economia del Paese ha mantenuto una crescita bassa ma più costante rispetto alla media della Serbia. In termini di indicatori macroeconomici il 2005 è stato l'anno migliore dall'inizio della transizione verso l'economia di mercato. Vi sono però dei problemi nella partecipazione al mercato del lavoro e nei livelli di povertà registrati nella popolazione.
L'Economia
L'ambiente per gli imprenditori
Il Montenegro presenta buone potenzialità per una rapida crescita nel medio termine. Sono stati registrati alcuni successi nell'attrazione di investitori stranieri: nel 2005 gli IDE sono stati pari al 20% del PIL. Tali operazioni possono giocare un ruolo cruciale non solo per lo sviluppo del Paese ma anche nel portare nuovi investimenti in Montenegro. Particolarmente attrattivi sono il settore bancario e quello turistico.
E' comunque necessario che il governo sia in grado di realizzare un programma di riforme completo per liberare tutto il potenziale del Paese. Pur non facendo ancora parte dell'Unione Europea il Montenegro ha adottato l'euro come valuta ufficiale.
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KOSOVO
Aspetti Generali del Paese
Popolazione (2001): 2.300.000 abitanti.
Capitale: Priština
Con l'approvazione della Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, la provincia del Kosovo è stata di fatto, trasformata in un protettorato internazionale amministrato dall'United Nations Mission in Kosovo. La Risoluzione prevede un'ampia autonomia per la provincia all'interno della Repubblica Federale di Jugoslavia, senza pregiudicare l'integrità territoriale della stessa.
L'Economia
L'ambiente per gli imprenditori
Il Kosovo risulta il "paese" più povero d'Europa, tuttavia il massiccio afflusso di donazioni internazionali e delle rimesse da parte della diaspora albanese, hanno favorito una crescita molto dinamica soprattutto nel settore edile ed in quello del commercio. Il settore privato, composto soprattutto da imprese di piccole dimensioni, risulta in forte crescita, mentre il settore industriale risulta poco vitale e per un rilancio necessiterebbe di notevoli investimenti.
Un ulteriore passo verso la normalizzazione della situazione ed essenziale a supportare il processo di ricostruzione e sviluppo dell'economia, è stato la creazione ex novo del sistema finanziario, collassato nel '99. A questo scopo nel '99 l'UNMIK ha creato la Banking and Payments Authority of Kosovo che ha, di fatto, inglobato il precedente Uffico per i pagamenti jugoslavo nonchè la Banca Nazionale del Kosovo, introducendo il marco tedesco quale valuta ufficiale.
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MACEDONIA
Aspetti Generali del Paese
Popolazione (2007): 2.055.915 abitanti.
Capitale: Skopje, 506.926 abitanti (2004)
Tasso d'inflazione: 3% (2002) - Disoccupazione: 39%
Volume Import: 1.5 md $ - Volume Export: 1.2 md $ (2001)
La Macedonia era la più povera delle repubbliche contribuendo per un 5% complessivo alla formazione del PIL dell'intera federazione.
L'Economia
L'economia macedone presenta un soddisfacente grado di diversificazione.
La Mecedonia è uno dei maggiori produttori di metalli non ferrosi tra i quali lo zinco ed il piombo, il rame ed il nichel ferro.
Data l'asprezza del territorio, la Macedonia presenta un'agricoltura relativamente povera. Nonstante i rilevanti interventi di bonifica, irrigazione e meccanizzazione attuati in passato, le ridotte dimensioni delle aziende agricole non consentono di sviluppare adeguatamente una moderna economia agricola.
Il settore industriale ha subito le conseguenze degli eventi bellici. Comunque i settori di maggiore rilevanza rimangano quello metallurgico (miniere di piombo, zinco, rame e cromo); tessile e l'industria del pellame e di trasformazione delle pelli.
L'ambiente per gli imprenditori
Come noto la Macedonia ha dichiarato la propria indipendenza nel 1991 affrontando un processo di transizione verso l'economia di mercato in un'ottica di integrazione europea. La Macedonia ha adottato una legislazione sugli investimenti esteri che mira alla creazione di un clima particolarmente favorevole per le imprese straniere. Al fine di stimolare gli investimenti diretti esteri il Governo agevola gli investitori con una serie di incentivi nel campo della tassazione, delle tariffe doganali e delle rimesse di valuta estera. Inoltre, nel dicembre 1997, il Governo ha deciso di costituire l'Agenzia Macedone per la Promozione degli Investimenti, strutturata come sportello unico rappresenta il punto di riferimento per gli investitori stranieri interessati a investire nel Paese.
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